text in English & Italian
The University of Padua is bust.
On Friday 29 January 2010 the Vice-Chancellor of the University of Padua, Giuseppe Zaccaria, sent a letter to all his staff and students saying he can’t pay for the 12 years of arrears on salaries to 14 of his non-Italian teaching staff.

Il Magnifico Rettore, Università degli Studi di Padova, Giuseppe Zaccaria, Professor of General theory of Law.
The back-pay with interest amounts to 5 million 112.828 euros and was ordered by a Padua Labour court and subsequently confirmed by the Court of Appeal.
SEE: La Stampa and The Guardian 31.01.2010
http://www.guardian.co.uk/world/2010/jan/31/british-lecturers-italy-pay
Anyone would think that the judgment – which provoked the Vice-Chancellor to call Friday’s “extraordinary” meeting of the Administrative board - was to deal with an recent unforeseen and unforeseeable emergency.
Not so. The Padua Labour court decision was taken almost four years ago, on 17 February 2006!
And don’t tell me the board failed to notice six judgments of the European Court of Justice – three of them from the region of Veneto where Zaccaria presides; three resolutions in the European Parliament and over one thousand court cases in over 20 Italian universities in the last twenty years.
The Vice-Chancellor emphasised that the decision to ask the Italian government to bail them out was taken ‘unanimously’ by the Administrative Board.
This plea would have been more convincing, and perhaps more effective, if it had it been accompanied by the unanimous decision of the Administrative Board to tender its resignation.
Evidently falling on one’s sword is no longer fashionable in these parts.
And what has the University done to mend its ways?
The arrears due cover only a period dating back from 1992 up until 2004.
The University of Padua has not updated the 14 foreigners’ salaries in accordance with the Court decision – thus leaving the door open to another law suit for arrears on wages, court costs and interest.
Should the Italian government ignore Padua’s plea – and similar ones coming from over twenty other Italian universities – then the Vice-Chancellor will have to consider going into receivership or selling off assets.
Padua University’s Botanical Gardens, dating back to 1545, would get him out of a hole as would selling off the furnishings done by Italy’s great architect and designer, Gio Ponti.
Newer Italian universities may not be in so fortunate a position.
* * *
Vendesi? Università degli Studi di Padova
L’Università di Padova è alla bancarotta
Il venerdì 29 gennaio 2010 il Rettore dell’Università degli Studi di Padova, Giuseppe Zaccaria, ha inviato una lettera a tutto il personale e agli studenti dichiarando che non può procedere al pagamento di 12 anni di arretrati sugli stipendi a 14 lettori di madrelingua non italiani.
Gli arretrati, compresi gli interessi, ammontano a 5 milioni e 112,828 Euro, a seguito di una sentenza emessa dal Tribunale del Lavoro di Padova e successivamente confermata dalla Corte d’appello.
Qualcuno potrebbe pensare che la sentenza – che ha spinto il Rettore a convocare la riunione “straordinaria” del Consiglio d’Amministrazione di venerdi – riguardasse una situazione di emergenza causata da eventi recenti, imprevisti e imprevedibili.
Non è così. La decisione del giudice del lavoro padovano risale a quasi quattro anni fa, in data 17 febbraio 2006!
E non mi si venga a dire che il Consiglio d’ Amministrazione non si era accorto delle sei sentenze della Corte di Giustizia delle comunità europee (tre delle quali provenienti dalla regione del Veneto, presieduta da Zaccaria), delle tre risoluzioni del Parlamento Europeo e degli oltre mille casi giudiziari riguardanti oltre 20 università italiane nel corso dei ultimi venti anni.
Il Rettore ha sottolineato che la decisione di inoltrare al governo italiano una richiesta formale di intervento economico per adempiere alla sentenza è stata presa “all’unanimità” dal Consiglio di Amministrazione.
Questa richiesta sarebbe stata più convincente, e forse più efficace, se fosse stata accompagnata dalla decisione unanime del Consiglio di Amministrazione di dare le dimissioni.
Evidentemente cadere sulla propria spada non è più di moda da queste parti.
L’Università ha fatto qualcosa per porre rimedio al proprio comportamento?
Gli arretrati dovuti coprono soltanto un periodo che va dal 1992 fino al 2004.
L’Università di Padova non ha ancora adeguato gli stipendi dei 14 stranieri in conformità alla decisione della Corte – il che lascia aperta la porta a un’altra causa legale per arretrati sui salari, spese processuali e interessi.
Qualora il governo italiano ignorasse la richiesta di Padova – e altre simili provenienti da oltre venti Università italiane – il Rettore dovrà valutare la possibilità di andare in amministrazione controllata o di dare inizio a una cessione di beni.
La vendita dei Giardini Botanici dell’ Università di Padova, creati nel 1545, potrebbe tirarlo fuori da questo impiccio, così come la vendita degli arredi creati da Gio Ponti, grande architetto e designer italiano.
Le Università italiane create più di recente potrebbero trovarsi in una posizione non altrettanto fortunata.
ENDS





